Il sessuologo risponde – 20 – Lui è un traditore seriale?


Se il proprio partner sta tradendo l’attuale compagna, è possibile che sia una persona abituata a tradire? Come riconoscere un traditore seriale da una persona che vive una situazione relazionale complicata?


Domanda

Buongiorno dott. Celletti, sono una donna di 35 anni e le scrivo perché a metà agosto ho ritrovato sui social network un conoscente di tanti anni fa e abbiamo iniziato a sentirci su Messenger. Lui mi ha chiesto praticamente subito di vederci specificando che però avrebbe dovuto essere un incontro segreto perché lui convive. La discussione diventa maliziosa, io sto al gioco con piacere.

Nei giorni a seguire emerge che ha anche una bambina di 1 anno e dopo ci incontriamo due volte mentre la famiglia è in vacanza. Gli incontri hanno un risvolto inatteso: la conversazione è fitta e appassionata durante gli incontri e prosegue su messenger passando da maliziosa a molto affettuosa, lui si interessa a me, a conoscermi, collabora con me, diventa un alleato e sembra sia molto preso da questo rapporto che sta nascendo.

Tornata la sua famiglia, continuiamo a conversare su Messenger con meno frequenza, ma non con meno intensità in termini di “sentimento”. Non mi chiede il numero di telefono, non glielo chiedo. Fino a ieri, quando decido di dargli spontaneamente il mio numero che poi deciderà lui come usare.

A quel punto lui propone di usare Viber, app che non conoscevo, ma che da una facile ricerca in rete emerge essere l’app per eccellenza dei traditori seriali.

Sono naturalmente molto diffidente, e ho paura perché questo ragazzo mi rende felice. E mi rende felice per il modo in cui riusciamo a parlarci, confrontandoci su come ci sentiamo, collaborando, con un buon equilibrio tra le parti e rispetto reciproco.

Non abbiamo fatto sesso, ma solo tanti abbracci, baci meravigliosi e preliminari.

Le scrivo perché vorrei capire se può aiutarmi a capire come posso riconoscere se lui è un traditore seriale di cui sarò vittima.

Lui mi ha detto che è la prima volta che tradisce, ma immagino che questa dichiarazione non abbia alcun valore e potrebbe anche essere non veritiera. Non ha mai parlato male della sua compagna né di particolari problematiche con lei.

Grazie

Il sessuologo risponde – 20 – Lui è un traditore seriale?

Il sessuologo risponde – 20 – Lui è un traditore seriale?

Risposta di Valerio Celletti

Gentile lettrice, provo a risponderle basandomi sulle formazioni a disposizione, anche se ho il dubbio che la risposta possa essere diversa dal solo “probabilmente si” o “probabilmente no”. Esistono tutta una serie di indizi che fanno venire dei dubbi, ma nulla di inequivocabile. Provo ad aiutarla a mettere in luce alcuni campanelli di allarme, sottolineando che entriamo in un discorso fatto di dubbi e con poche certezze.

Campanelli di allarme che fanno pensare a un possibile traditore seriale

Da quello che scrive, si accendono alcuni campanelli di allarme. Il più sospetto, rispetto alla possibile serialità, è l’invito, sin dal primo contatto, a rendere segreta la conversazione. È una pratica che può sembrare un criterio di selezione. Risponde si, allora può essere una persona con cui avere una relazione clandestina, no, meglio non rischiare e chiudere la conversazione. Però un sospetto non fa una prova.

Passare da facebook a Viber è un altro comportamento sospetto. Viber è nota per avere la possibilità di nascondere le conversazioni, ma c’è anche chi la usa davvero come applicazione per telefonare. Su quanto questo sia un indizio, direi che dipende dalla persona. Anni fa era difficile avere contratti telefonici con chiamate illimitate, mentre oggi è alla portata di tutti per cifre irrisorie. Il fatto di andare a prendere un’applicazione così poco usata (di solito le persone usano facebook, whatsapp, o al massimo Telegram) è un altro sospetto di serialità.

La relazione “ufficiale” di un possibile traditore seriale

Invece, il fatto che la partner non sia mai stata oggetto di discussioni o sfoghi, è un elemento dubbio. Solitamente le direi che è un dato a favore della non serialità. In molti casi di tradimenti seriali, si parla (negativamente) delle rispettive relazioni per cercare un punto di appoggio su cui costruire complicità. In questo caso, lui non fa questa cosa. Però rimane un elemento dubbio, perché al momento lei non è coinvolta in un’altra relazione e quindi esiste anche la possibilità che non l’abbia fatto perché non era un elemento condivisibile in quanto riguardante solo lui.

Elemento a favore della non serialità, è l’età della figlia. È un dato impersonale e generico, ma spesso capita che le coppie affrontino grandi difficoltà con la nascita dei figli, soprattutto durante e dopo l’arrivo del primo figlio, con sacrifici che tendono a cogliere impreparate le coppie. In queste situazioni capita che i padri scappino dagli impegni familiari cercando un’alternativa che gli risulti più “familiare” e soddisfacente. Potrebbe suonare strano, ma non è familiare quello che fa parte della famiglia; è familiare quello che si avvicina di più al proprio modo di pensare. E per molte persone provare a ragionare in modo semplice e costante come un neonato risulta quasi impossibile. Mentre, per alcuni, il complicato gioco della seduzione riporta a un passato familiare e confortevole.

Molti indizi non fanno una prova

Quindi, il dubbio di avere a che fare con un traditore seriale esiste, come esistono anche elementi per pensare a un tradimento non seriale. Ma sono solo dubbi. Probabilmente è impossibile determinare un profilo inequivocabile.

Un passaggio su cui non ho fatto riflessioni è sul contatto, non mi è chiaro chi abbia scritto a chi e in quale occasione. A seconda dello scenario può essere capitato per caso o può fare parte di una routine seriale in cui lui contatta tutte le persone che trova su Facebook, ricercandole tra vecchi contatti o tra le persone che commentano sui gruppi che frequenta.

È davvero importante capire se è un traditore seriale?

Come le scrivevo inizialmente, però, la mia risposta non vuole essere un probabilmente si o no. Quello che credo possa esserle più utile chiedersi è: è importante? Forse lui non è un traditore seriale, forse è la prima volta che tradisce e potrebbe anche sentirsi tremendamente in colpa per il proprio comportamento. Ma, anche in quel caso, staremmo parlando di una persona che tradisce la fiducia della madre di sua figlia di 1 anno per una persona con cui non aveva contatti da molti anni. Esistono molti modi per motivare questo comportamento, ma non sono scontati. È un’argomentazione che credo possa essere più importante della sua possibile serialità.

Quindi, senza moralismi, piuttosto che chiedersi se è un traditore seriale, credo possa essere più utile chiedersi come mai ha deciso di tradire proprio in questo momento, proprio in questa occasione?

Due possibili risposte al “perché hai deciso di tradire”

Mi sentirei di suggerire due macro argomentazioni con cui lui potrebbe risponderle. Ognuno può valutarle secondo le proprie preferenze, ma suggerisco di soppesarle sia sui propri gusti, sia sulla validità argomentativa.

1) Lui potrebbe argomentare che questa specifica volta ha deciso di tradire perché si sente coinvolto intensamente in questa specifica relazione. Non ha mai tradito in passato, ma ha provato qualcosa di intenso che non ha saputo contenere ed ha sentito il bisogno di seguirlo. In qualche modo, sente che questo rapporto è speciale e che ha compromesso una fedeltà che pensava di non mettere mai in discussione.

2) In alternativa, potrebbe parlare della propria relazione di coppia. Raccontare del periodo che stanno attraversando, di quanto sia complesso e di come abbia fatto emergere delle riflessioni che sperava scomparissero con la nascita della figlia. Sperava che lei fosse diversa da come temeva che fosse. Potrebbe dire che aveva dei dubbi da anni, ma che non ha mai preso la decisione di evadere e che ora sente di volerlo fare con una persona che trova interessante e desiderabile.

Le due risposte non sono equivalenti

Senza entrare nel merito della vostra reciproca conoscenza, credo che la seconda possibile risposta sia più affidabile della prima. Non per quanto riguarda un’opinione sul vostro rapporto, che potrebbe essere oggettivamente intenso e raro e probabilmente fa parte della motivazione, ma perché prendersi la responsabilità dell’aver cercato un’evasione potrebbe essere un comportamento autentico e più maturo. Aprirebbe a una maggiore conoscenza di sé, del proprio passato e delle proprie scelte sbagliate che hanno condotto a una situazione in cui sentirsi intrappolato.

Viceversa, dirsi “colpevoli di amare troppo” è un’argomentazione di comodo che, in prospettiva, equivale a dire anche che lo si rifarà ogni volta che ricapiterà di sentirsi travolti da un sentimento verso qualcuno. Anche se non parla della serialità passata, è un forte indizio verso una possibile serialità futura. È una forma di ragionamento emotivo che può emergere in molte forme e che, se applicato alla relazione di coppia, può creare un sottotesto di pensieri disfunzionali per una relazione salutare.

Provi a capire il tradimento attuale, lasciando in secondo piano il possibile tradimento seriale

Quindi, mi sento di suggerirle che chiedergli le sue ragioni per il tradimento e farsi un’idea sul tradimento attuale possa esserle più utile del ricostruire una possibile tradimento seriale che, se esiste, probabilmente non lo conosce nessuno oltre al protagonista.

A seconda di come si evolveranno le cose, il passato dell’altra persona è importante fino a un certo punto. L’aspetto più importante è il futuro che potreste condividere, e, pensando in questa prospettiva, la cosa più utile è farsi un’idea dell’altra persona e capire se è una persona che può venire incontro ai suoi gusti, sia in merito a sentimento, conversazione ed affettuosità, sia riguardo la fedeltà e la coerenza.

Non so se sono riuscito ad offrirle una risposta esaustiva al dubbio sul possibile tradimento seriale, ma spero comunque di averle dato qualche spunto di riflessione utile. Quando si parla di relazione di coppia, in ogni sua forma, è importante ricordarsi che è un’esperienza da vivere in due. Lui, direttamente o indirettamente, può offrirle tutte le risposte che cerca. E dove trovasse risposte che ritiene incomplete, ci sarebbero comunque risposte. Non serve cercare fino ad essere “sicuri”, se mai è davvero possibile arrivare ad esserlo. Dove non troverà risposte, la situazione le offrirebbe comunque informazioni sul vostro modo di ragionare e sugli eventuali limiti, della situazione o della relazione. Provare a costruirsi un’idea convincente ed autonoma è un buon modo per prendersi cura di sé, sia individualmente, sia all’interno di una relazione di coppia. Se non ci riuscisse, chiedere aiuto in psicoterapia è un primo passo per migliorare e lavorare sulla propria autonomia.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

Studio di psicoterapia e sessuologia Dr. Valerio Celletti

Chiedere aiuto è il primo passo per migliorare

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