Il sessuologo risponde – 21 – Dopo la seconda gravidanza ho smesso di voler avere rapporti con lui


Quando si affrontano le difficoltà facendo ricorso esclusivamente allo spirito di sacrificio, il costo può essere eccessivo. In questo caso l’inizio di una seconda gravidanza indesiderata è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Trovare un modo salutare di soddisfare i propri bisogni è un obiettivo importante per tutti, sia che desiderino essere brave persone, brave donne o brave madri.


Domanda

Io e il mio compagno viviamo insieme, abbiamo una figlia e ne aspettiamo un’altra. Al primo rapporto che ebbi con lui rimasi incinta. Non ero psicologicamente pronta allora.

Ho cercato di fare le cose per bene, così sono andata a vivere con lui. Siamo una bellissima famiglia, davvero, ma al livello di coppia, da parte mia manca moltissimo. Il secondo è di nuovo capitato. Io respingo il mio compagno. Mi sento fallita come donna e madre. Inoltre, un mese dopo che l’ho scoperto, ho cessato di voler avere rapporti con lui.

Da allora sono passati 3 mesi pieni.

Il sessuologo risponde - 21 - Dopo la seconda gravidanza ho smesso di voler avere rapporti con lui

Il sessuologo risponde – 21 – Dopo la seconda gravidanza ho smesso di voler avere rapporti con lui

Risposta di Valerio Celletti

Gentile lettrice, la situazione che descrive è molto seria. Quello descritto sembra un rapporto con luci e ombre difficili da districare. Nella sua domanda non mi scrive propriamente una domanda, ma solo una descrizione dei fatti. Provo ad offrirle un aiuto anche se non so se sia esattamente quello che desiderava chiedermi.

Nella sua domanda scrive che da un lato siete una bellissima famiglia che cresce, mentre dall’altro sembra che esista una condizione di profonda solitudine. La relazione di coppia è poco intima e gli eventi sembrano susseguirsi senza una scelta consapevole.

Servirebbero più informazioni per capire le particolarità della sua storia. Dato quanto ha scritto, provo ad aiutarla secondo le informazioni a mia disposizione.

Non essere protagonista della propria vita

Mi sembra di capire che lei non si sente protagonista della propria vita. Ha una relazione di coppia con un uomo che sente di non aver scelto, ma con cui è andata a convivere per “fare le cose per bene”. Successivamente ha continuato a condividere tempo e sessualità senza riuscire a costruire un rapporto intimo. Non è chiaro se la vostra sessualità manifestasse il disagio personale o se piuttosto la sessualità funzionasse e facesse da collante della relazione.

In questa prospettiva, probabilmente avete scelto di avere rapporti non protetti e di esporvi alla possibilità di una gravidanza indesiderata. Non so come siate arrivati a questa scelta, ma da quanto scrive sembra possibile che lei non cercasse una seconda gravidanza. È possibile che in alcuni momenti lei, coerentemente al racconto generale, ritenga di esser stata forzata a non usare un contraccettivo; come è possibile che li abbiate usati e che per qualche motivo non abbiano funzionato.

In ogni caso, mi sembra che nella sua domanda lei stia descrivendo il suo grande desiderio di essere una brava donna e una brava madre. Però è possibile che stia provando a perseguire un’ideale che, per l’ennesima volta, non tiene conto delle proprie esigenze.

Quindi è probabile che la famiglia, il suo partner, la fertilità, le gravidanze, siano tutti eventi che hanno contribuito a spingerla verso una direzione. Ma il tassello fondamentale non sono loro. Salvo il caso in cui sia stata perpetrata della violenza, eventualità che non ha raccontato e che quindi tendo ad escludere, lei ha scelto di cercare di essere un certo tipo di persona. Potrebbe essere la figlia che non delude i genitori, la donna che compiace il suo compagno o la madre che tutela i suoi figli. Tutti ruoli che non tengono conto di lei.

Riprendere a decidere della propria vita

Nei primi mesi di una gravidanza è frequente interrompere i rapporti sessuali per non disturbare le prime fasi della gestazione. Non so se l’interruzione dei rapporti sessuali sia iniziata su suggerimento del ginecologo o se sia stata una sua iniziativa personale. In entrambi i casi, mi sembra di capire che lei sia felice di aver interrotto i rapporti sessuali con lui. È possibile che non sia felice in generale di aver interrotto i rapporti, ma che ci sia un aspetto desiderabile dell’averli interrotti nel suo rapporto di coppia.

Sia che lei lo abbia fatto per tutelare la sua gravidanza, sia che lo abbia fatto per se stessa o che si sia autorizzata a farlo solo nell’occasione in cui poteva attribuire la responsabilità al suo imperativo di essere una brava madre, credo che abbia preso una decisione importante. È possibile che la seconda gravidanza sia stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, forzandole la mano nel prendere una decisione. Il suo obiettivo, in questo momento, è importante che sia nel capire il senso della propria decisione. Questo perché le condizioni che le hanno forzato la mano passeranno, ed esiste il rischio che in assenza di tale supporto, lei ritorni alle sue abitudini precedenti.

Quale persona/donna/madre vuole essere?

Per evitare che questi temi si ripresentino identici durante la prossima gravidanza, è importante che lei capisca quale donna e madre desidera essere. Potrebbe essere la madre che prende le distanze da un partner che non ama, favorendo che lui svolga il suo ruolo di padre ma smettendo di frequentarlo come partner. Potrebbe essere la donna che si impegna per costruire una relazione intima con un uomo che conosce ma con cui condivide quanto vorrebbe. Questo significherebbe coltivare il rapporto che desidera ed eventualmente chiudere la relazione se l’altra persona non si impegnasse adeguatamente. Potrebbe essere una persona che decide di dedicarsi di più al lavoro, ai rapporti sociali ed alle altre persone, iniziando a trovare dei momenti in cui mettere in secondo piano la famiglia e il partner.

Se riuscisse a capire meglio se stessa ed i propri gusti, potrebbe provare ad essere tutte e tre le alternative. Potrebbe iniziare a fare dei tentativi e vedere cosa riesce a costruire nella relazione di coppia e nella propria vita. Però un passo fondamentale per riuscire in questo sforzo consiste nel costruire un’idea realistica di se stessa. Partire da quello che sa di essere e, da lì, iniziare a tenersi più in considerazione. Perché se non lo fa lei, chi dovrebbe farlo?

Non esiti a scrivermi se avesse bisogno di aiuto per muovere i primi passi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

Studio di psicoterapia e sessuologia Dr. Valerio Celletti

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1 commento
  1. Valerio Celletti
    Valerio Celletti dice:

    A volte capita di avere la sensazione che le situazioni ci definiscano, ma non è necessariamente così.Certo è innegabile che le situazioni spesso comportino dei limiti, ma, escludendo quelle più estreme, generalmente esiste sempre il modo di portare se stessi nella propria vita. Per poterlo fare, però, serve conoscersi. Altrimenti potremmo anche voler mostrare più personalità, ma non sapremo cosa mostrare, finendo per mostrare qualcosa di confuso solo quando ci sentiamo messi all’angolo.

    Rispondi

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