Il sessuologo risponde – 22 – Fingere l’orgasmo


Proporsi di riscoprire la fiamma del desiderio sessuale in un rapporto di coppia è un obiettivo sano e coraggioso. Migliorare la qualità della propria relazione e il benessere sessuale di entrambi andrebbe sempre valorizzato. Spesso la difficoltà consiste nel non riconoscere il punto di svolta; le cose sembrano essersi rovinate senza che nessuno abbia fatto nulla di sbagliato. Eppure il desiderio funziona in modo simile alle emozioni, esprime la nostra opinione indipendentemente dall’esserne pienamente consapevoli. Per recuperare il desiderio in un rapporto in cui si finge l’orgasmo prima di tutto serve andare a capire come mai, anni prima, si era iniziato a fingere.


Domanda

Buongiorno, sono sposata da 8 anni con un figlio di 7 anni. Con mio marito ci siamo conosciuti nel 2008 e ci siamo sposati nel 2011, prima della gravidanza.

Mio marito è un bellissimo uomo, sportivo, curato. Anch’io ci tengo. Ma non mi attrae più. Abbiamo molti problemi. Lui ha avuto dei problemi muscolari e neurologici per sovrallenamento, e dopo le problematiche di salute è diventato duro, cinico e lamentoso. Non può più praticare lo sport come vorrebbe e gli crea un grande malessere, tanto che quando sta male diventa aggressivo e cattivo.

Mi dice sempre che sono fredda. Da quando siamo insieme ho finto tutte le volte l’orgasmo. Mi sento spenta dentro. Non ho mai avuto l’orgasmo mentre facciamo sesso, ma non ho problemi a raggiungerlo da sola o tramite il tocco del partner. Prima di mio marito non me lo faceva pesare nessuno. Da quando ho conosciuto lui, ho sentito il suo bisogno di sentirsi il primo, l’unico.

Tante volte mi sono considerata solo un pezzo di carne, quando mi diceva che ha i suoi bisogni. Vorrei tanto capire. Mi piaceva molto fare l’amore prima. Ora spero solo che mio marito non me lo chiederà. Comunque penso che la mia voglia è cambiata con la gravidanza. Come se mio corpo si addormentasse.

Cosa potrei fare per riscoprire la mia fiamma?

Il sessuologo risponde - 22 - Fingere l'orgasmo

Il sessuologo risponde – 22 – Fingere l’orgasmo

Risposta di Valerio Celletti

Gentile lettrice, la storia della vostra relazione comprende almeno 3 fasi diverse che può essere importante riassumere brevemente. Esiste un periodo prima della gravidanza, un periodo che intercorre tra la gravidanza e i problemi di salute di suo marito, e la fase attuale.

Da quanto ha scritto mi sembra di capire che prima della gravidanza il suo desiderio sessuale fosse presente e funzionale. Le piaceva fare l’amore, ma comunque non riusciva a provare l’orgasmo durante la penetrazione. Per compiacere il desiderio di suo marito di sentirsi virile e capace di darle piacere, ha sempre finto di provare l’orgasmo.

Con la gravidanza ha la sensazione che le cose siano cambiate. Il suo corpo ha affrontato un’esperienza intensa e diversa per ogni persona. C’è chi trae dei benefici sessuali dai cambiamenti del parto, chi invece ne risulta danneggiato. Nel suo caso mi scrive due cose importanti. Dice che il suo desiderio sessuale è diminuito dopo la gravidanza, ma anche che il suo corpo si è spento. Immagino che faccia riferimento a una minore sensibilità nella sessualità.

Infine il periodo attuale vi trova ad affrontare il problema di salute di suo marito e, soprattutto, le sue conseguenze emotive. La malattia di suo marito lo ha danneggiato nella libertà di movimento, ma, per come ne parla, sembra aver prodotto un disturbo da sintomi somatici (per maggiori informazioni, provi a leggere l’articolo sulla psicosomatica) per le conseguenze che questa mancanza di libertà motoria ha prodotto su di lui. Una persona che aveva bisogno di curare molto il proprio corpo ha reagito con ostilità al danno fisico diventando aggressivo e “cattivo”. È possibile che questo abbia ulteriormente danneggiato l’intimità, dato che, come scrive, i suoi bisogni la fanno sentire un pezzo di carne.

Fingere l’orgasmo

Il disturbo dell’orgasmo femminile è una difficoltà condivisa da molte donne. Nel suo caso, lei riesce a innescare l’orgasmo con la stimolazione, ma non riesce durante il rapporto sessuale. Quindi facciamo riferimento a un possibile disturbo dell’orgasmo permanente e situazionale (dovuto solo al rapporto penetrativo). Per lei non è mai stato un problema, ma lo è diventato nel 2008 avendo iniziato una relazione di coppia con una persona che desiderava osservare il suo orgasmo durante il rapporto sessuale.

È possibile che il modo in cui avete affrontato questo problema di coppia (lui vuole che io abbia l’orgasmo quando facciamo sesso, ma io non lo sento come un problema e fingo per compiacerlo) contenga una parte del problema attuale.

Infatti è possibile che da parte di entrambi il problema non sia stato affrontato in modo collaborativo. Ad oggi lei ha notato che la malattia ha fatto emergere un lato aggressivo del carattere di suo marito, ma è possibile che, magari a intensità diverse, lui sia sempre stato così. Potrebbe essere utile distinguere due modalità diverse (estremizzate) con cui avreste potuto parlare del suo orgasmo all’inizio della relazione.

1) vorrei aiutarti a provare più benessere sessuale con me così che il sesso sia più piacevole per entrambi.

2) devi raggiungere l’orgasmo, perché altrimenti dimostri un mio fallimento che danneggia la mia autostima.

Dal suo racconto sembra che abbiate condiviso soprattutto la versione numero 2. Quindi è possibile che già nel 2008 ci fosse della confusione e che la comunicazione e la collaborazione in coppia manifestassero delle difficoltà. Coerentemente a questa prospettiva, per quello che ha spiegato, sembra che lei abbia finto di provare l’orgasmo invece che provare a lavorare sul proprio approccio al sesso.

La gravidanza e la sensibilità

Successivamente la gravidanza è coincisa con un danno del desiderio sessuale e della sensibilità fisica. Da un punto di vista corporeo, la gravidanza potrebbe aver danneggiato la sensibilità fisica in diversi modi. Per alcune persone l’esperienza della gravidanza e del parto può danneggiare o indebolire il pavimento pelvico con conseguenze sul dolore o sulla sensibilità nella sessualità.

Per una valutazione più efficace di questi problemi potrebbe essere utile parlarne al suo ginecologo o valutare la possibilità di rivolgersi ad uno specialista della riabilitazione e del potenziamento del pavimento pelvico per capire il problema e valutare le strategie per trattarlo.

Diversamente, l’esperienza della gravidanza non può essere direttamente la causa di un danno al desiderio sessuale. Il desiderio sessuale è una componente mentale e i pensieri possono essere influenzati da alcune esperienze solo nella misura in cui sono pensate dolorosamente. Per questo è possibile che il periodo della gravidanza abbia comportato un calo del desiderio, ma che questa corrispondenza sia causata da altro accaduto in quel periodo. Potrebbe essere una conseguenza della minore sensibilità fisica, dell’indisponibilità alla sessualità per un certo periodo, di un modo in cui suo marito ha reagito alla gravidanza o ai limiti che la gravidanza potrebbe aver imposto nella sessualità, o ad altro. Poche righe più in alto ipotizzavo la presenza di difficoltà di comunicazione e di collaborazione. È possibile che la gravidanza e la nascita di un figlio abbiano sollevato delle naturali difficoltà che sono state gestite in modo solitario.

Riprendendo quanto detto parlando del fingere l’orgasmo, la gravidanza potrebbe aver portato a un danno alla sua sensibilità. Lei come ha provato a gestire questa sua mancanza di sensibilità? Quali iniziative ha preso? È riuscita a condividerlo con suo marito per affrontare insieme questa difficoltà, o è stato ulteriore motivo di finzione?

Il costo del compromesso

L’idea di essere vista come “un pezzo di carne” è un’idea impersonale e, probabilmente, dolorosa. Descrive in modo crudo un aspetto intimo della sua relazione di coppia ed evidenzia un problema irrisolto. Questa prospettiva non nasce oggi. È probabile che oggi questo punto di vista si sia accentuato, ma la non collaborazione fa parte della vostra sessualità fin dall’inizio.

Quando in coppia emergono problemi simili, tendono ad essere problemi di entrambi i partner. È possibile che suo marito abbia difficoltà a comprendere alcuni aspetti introspettivi che non concede neanche a se stesso, e che quindi non si accorga subito del dolore che provoca con le sue richieste. Ma è altrettanto possibile che anche lei, almeno su alcuni temi emotivamente intensi su cui può fare confusione, abbia la tendenza a concentrarsi sul pratico, nella possibile convinzione che il suo stato emotivo, il suo livello di intimità e il proprio grado di piacere, siano delle frivolezze secondarie.

Il desiderio sessuale, come dice il senso letterale del termine, è innescato da pensieri sessualmente desiderabili. L’arte del compromesso tende a non dare valore ai propri desideri, ma a favorirne un’espressione parziale in accordo con le risorse disponibili. Credo che sia possibile che il fingere l’orgasmo sia stato un passo importante in questa direzione. Potrebbe essere nato come strategia poco dispendiosa. Un pensiero coerente con questa prospettiva potrebbe essere stato: “Mi risulta più semplice fingere per farlo stare tranquillo piuttosto che dedicare del tempo a coltivare un rapporto più piacevole con il mio corpo, tanto non mi interessa provare più piacere quando faccio sesso con mio marito e così riesco a soddisfare il suo bisogno di sentirsi virile”. Lo faccio per lui. Nel mentre, è possibile che non ci si accorgesse del costo emotivo che le comportava fingere con il proprio corpo.

Riscoprire la vostra fiamma

Se ho colto correttamente alcuni aspetti del vostro rapporto, è possibile che l’idea di riscoprire la propria fiamma contenga parte del problema. Per riscoprire la sua fiamma, potrebbe essere necessario riscoprire la vostra fiamma. Negli ultimi 11 anni il tema della sessualità è stato vissuto a distanza. Lui con il suo desiderio sessuale e lei con i suoi compromessi sempre meno piacevoli. Forse è possibile rimettere in discussione l’idea che il rapporto debba necessariamente mantenersi su questa distanza.

Per coltivare un approccio diverso, credo che vi sarebbe utile trovare lo spazio per confrontarvi in modo onesto e trasparente. Un momento di confronto in cui dirsi con chiarezza il suo desiderio ad essere vista in modo più personale e ad essere ascoltata maggiormente per le proprie esigenze. Questo, però, riguarda anche suo marito. Forse lui è convinto che lei provi davvero piacere nella sessualità. È possibile che lui abbia difficoltà ad immaginarla “usata”, dato che lei finge di provare piacere durante il sesso. È persino possibile che lui, basandosi sulla sua finzione, sia convinto che a lei piaccia essere usata come “un pezzo di carne”.

Quindi è probabile che un confronto autentico possa comportare lo svelamento di alcune bugie e, di conseguenza, una lite. Data la possibile conflittualità e difficoltà a collaborare, è probabile che possa esservi utile iniziare una psicoterapia di coppia per lavorare insieme sul porre le basi costruttive di un rapporto più salutare.

Riscoprire la mia fiamma evitando il confronto

Se invece decidesse di continuare ad evitare il suo compagno, potrebbe comunque lavorare sul contatto con il proprio corpo. Potrebbe recuperare maggiore sensibilità nella sessualità riabilitando e tonificando il pavimento pelvico. Lavorando sul proprio rapporto con le fantasie sessuali e con la masturbazione penetrativa recupererebbe maggiore capacità di provare piacere durante la penetrazione. Sviluppando un’ottima competenza emotiva riuscirebbe a gestire le proprie emozioni, permettendosi di divertirsi nel far sesso con una persona avvenente e rinunciando a qualunque ambizione intima o relazionale.

Ma, data la premessa che è libera di decidere come meglio crede, le sconsiglio di procedere in questa direzione.

Condizione necessaria per riuscire ad essere passionale senza coinvolgere suo marito, è la costruzione di un’ottima (non solo buona, ottima) competenza emotiva. Essere capaci di gestire le proprie emozioni tende ad avere una conseguenza, non poter smettere di notare certe emozioni. Se ad oggi le capita di essere considerata fredda senza capirlo, è possibile che quelli siano momenti in cui lei non si sta accorgendo del dispiacere o della rabbia che sta provando. Coltivare la propria fiamma senza condivisione potrebbe quindi significare coltivare un rapporto in cui diventare più abile nel conoscere se stessa, diventando inevitabilmente consapevole della propria sofferenza per la mancanza di alcuni aspetti relazionali importanti.

Scegliere in accordo ai propri valori

A seconda delle sue preferenze, fare a meno dell’intimità potrebbe essere gestibile o insopportabile. Il fatto che lei mi abbia chiesto aiuto mi fa pensare che lei desideri migliorare l’intimità del rapporto di coppia e che le possa risultare poco sopportabile una soluzione a metà. Per questo, anche se può far paura, credo che il primo passo per migliorare passi da un confronto onesto e dal correre il rischio di essere fortemente in disaccordo.

Sarebbe comprensibile avere paura di un confronto, pensando molto alle possibili conseguenze del litigare e propendendo per la soluzione da solista. In parte, fingere l’orgasmo è una soluzione altrettanto solitaria che evita il problema. Gli evitamenti non sono negativi, in alcuni casi possono essere le soluzioni migliori. Ma gli evitamenti tendono ad essere efficaci solo per i problemi occasionali. I problemi ricorrenti invece tendono ad essere danneggiati dall’evitare l’ostacolo che finisce per ripresentarsi.

Lavorarci in psicoterapia di coppia può essere un buon modo per rendere il tutto più chiaro e funzionale. Provi a contattare uno psicoterapeuta di coppia della sua zona per valutare come potete lavorare insieme sulla situazione, valutando eventualmente se parlare di queste cose prima o dopo un vostro confronto sulla sessualità.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

Studio di psicoterapia e sessuologia Dr. Valerio Celletti

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1 commento
  1. Valerio Celletti
    Valerio Celletti dice:

    Spesso si affronta un problema partendo dall’idea di dover ricostruire il passato. Ma se il passato è diventato il presente, spesso è proprio dovuto al fatto che il passato non è un obiettivo così funzionale come si può pensare. Serve guardare al passato per imparare dai propri errori e lavorare sul presente per un futuro più desiderabile.

    Rispondi

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