La relazione lo fa sentire costretto


Se un membro della coppia sente il vincolo della fedeltà come una costrizione eccessiva, è un problema risolvibile? Dipende da cosa lo fa davvero sentire costretto. Per alcune persone essere fedeli può essere una rinuncia difficile, ma per nella maggior parte dei casi il problema non è davvero la fedeltà. Spesso la costrizione è conseguenza di un modo meccanico di affrontare il rapporto con gli altri che produce decisioni ambivalenti e confusionarie.


Domanda

Buongiorno, vi scrivo per problemi sessuali (es. calo del desiderio) non riguardanti la coppia specifica ma riguardanti un soggetto che ha un blocco ogni volta che si trova in una relazione duratura ed emotivamente importante. Meccanicamente non c’è nessun blocco, se stimolato ha una erezione, ma dice di non provare nulla di non provare alcun piacere.

Siamo abbastanza giovani, io ho 23 anni lui 30, e stiamo insieme da una decina di mesi. In tutte le sue relazioni, una volta che queste diventavano più importanti emotivamente, lui ha riscontrato questo problema, e nelle sue teorie c’è anche quella che stare in una relazione significa essere costretto a stare fisicamente con una sola persona, e che quindi gli venga vietato di stare con altri e questo lo porta a non desiderare di avere rapporti con me. Io gli ho detto che nessuno lo costringe ma è una scelta che ognuno fa. È molto legato a me e si sente mortificato da questa situazione che al momento sembra irrisolvibile.

Mi chiedo ma è una cosa che può essere risolta? Oppure è così ed è inutile continuare e provare a cercare una persona competente che ci aiuti? E nel caso (ormai difficilissimo) trovassimo una persona in grado di aiutarci, quali sono i tempi di ripresa? Può una coppia giovane andare avanti per tanto quando manca un aspetto importante come questo o porterà solo ad allontanarsi?

Noi continuiamo a provare ad avere rapporti ma le ultime 3 volte che abbiamo provato lui non è riuscito ad avere un orgasmo, mi chiedo quindi se così non facciamo altro che peggiorare la situazione.

Il sessuologo risponde - 23 - La relazione lo fa sentire costretto

Il sessuologo risponde – 23 – La relazione lo fa sentire costretto

Risposta di Valerio Celletti

Gentile lettrice, il problema sessuale che descrive è un tema su cui è possibile lavorare, ma solo a patto di iniziare a ragionarvi in modo diverso.

Mi scrive che il problema riguarda il desiderio sessuale del suo partner, ma successivamente fa riferimento al suo raggiungere l’erezione quando lei lo stimola, non provare piacere e non raggiungere l’orgasmo durante il rapporto sessuale. Questi elementi evidenziano un problema che può coinvolgere il desiderio sessuale, ma che sembrano riguardare principalmente l’eiaculazione ritardata o impossibile di cui il desiderio sessuale ipoattivo potrebbe essere conseguenza.

Desiderio sessuale ipoattivo come conseguenza di un problema

Il desiderio sessuale è un elemento fondamentale della sessualità innescato dal pensare a qualcosa di sessualmente desiderabile. Se il suo partner riesce ad innescare un’erezione in un momento di coppia, significa che esistono degli elementi desiderabili ascrivibili a quell’episodio. È difficile ragionare sul desiderio sessuale del suo partner, perché soltanto lui può sapere cosa desidera e forse non lo sa bene neanche lui. Però è possibile ipotizzare che potrebbe riguardare le sensazioni fisiche sessualmente piacevoli, l’essere passivo nel ricevere una stimolazione, il suo attribuire un significato al modo in cui lei lo stimola nei preliminari, o altro ancora.

Quindi esistono alcuni elementi sessualmente desiderabili, serve solo riuscire a individuarli. Se vi soffermate esclusivamente su quello che fate, correte il rischio di fare confusione attribuendo le cause in modo scorretto.

Nella sua domanda scrive che lui ritiene che la monogamia sia una costrizione e desidera avere rapporti sessuali con altre persone. Tendenzialmente questo pensiero non è sufficiente a produrre un calo del desiderio sessuale. Se il problema si limitasse a questa considerazione, sarebbe ragionevole aspettarsi che lui abbia così tanto desiderio sessuale da non riuscire ad esaurirlo soltanto in coppia. Quello che osserviamo, invece, è un eiaculazione ritardata o impossibile e un desiderio di far sesso con altre persone. Parte del problema non riguarda quanto le altre donne possano essere sessualmente desiderabili, ma il sesso in coppia.

Sentirsi costretto dalle proprie idee

Lui ha detto chiaramente di sentirsi costretto dai limiti imposti dalla relazione di coppia. Nel parlarne avete fatto riferimento ai limiti imposti dalla monogamia, ma ho il dubbio che quelli non siano davvero i limiti che percepisce come i più costrittivi.

Essere in una relazione sentimentale significativa può avere molte conseguenze, di cui una evidente tende ad essere la fedeltà. Eppure non sta scritto da nessuna parte che una relazione disimpegnata e priva di progettualità non comprenda l’essere fedeli. È importante considerare che quando si entra nel tema del pensare la relazione di coppia, ogni persona la vive in modo diverso. Per alcuni significa completarsi con un’altra persona, per altri condividere un progetto di vita, per altri è un’adeguarsi a una norma sociale, ecc… Ogni persona ha più idee di cosa sia una relazione di coppia, a volte sono idee chiare ed evidenti, altre volte sono confuse e contraddittorie. È possibile che il problema di eiaculazione ritardata sia il manifestarsi di una prospettiva emotivamente poco sostenibile. Non riconoscere questo problema comporta il non poterlo risolvere e il cercare altre possibili cause, andando ad accusare la relazione di coppia per la colpa di essere “una relazione significativa”.

Essere intimi è una qualità della relazione, non un demerito. Quindi vivere l’intimità come un problema è una difficoltà individuale che emerge in modo confusionario e non riconosciuto, probabilmente danneggiando la piacevolezza della sessualità che diventa momento di confronto più che di condivisione, innescando un problema di eiaculazione ritardata e creando una disaffezione verso il sesso di coppia che produce un calo del desiderio e il dubbio che altrove si potrebbe stare meglio. Il dubbio è lecito, ma è poco credibile.

Può essere risolto?

Data la premessa che la mia risposta si basa esclusivamente su quanto ha riassunto nella sua domanda, tendenzialmente questi problemi sono risolvibili. Quello che serve è riuscire a mettere a fuoco correttamente il problema e lavorarci con ordine, costanza e serietà. Non si tratta di un problema pratico di costrizione, ma di un problema emotivo di sentirsi costretti da un modo di pensare. Considerare esclusivamente l’atto pratico del sesso è riduttivo e non spiega davvero il problema.

Per lavorare su questo argomento è probabile che abbiate bisogno di lavorare con uno psicoterapeuta specializzato in sessuologia. Su questa difficoltà è possibile che lui lavori individualmente o che partecipiate entrambi a una psicoterapia di coppia.

In generale per questo genere di difficoltà tende ad essere utile lavorare in psicoterapia di coppia. Infatti nonostante lui sia il principale portatore del problema, è anche la persona che ha difficoltà a rendersi conto della struttura del suo problema. Spesso le difficoltà di eiaculazione ritardata accadono a persone con una mentalità molto strutturata ed autonoma, difficile da scardinare e impermeabile ad ipotesi alternative alle proprie. Detto in altri termini, di solito esiste un certo grado di ostinazione che può essere di ostacolo a un lavoro di collaborazione autentica sull’intimità.

Lavorare in psicoterapia di coppia è un buon modo per condividere il problema e favorire una prospettiva emotivamente più sostenibile condivisa dalla coppia. La coppia lavorerà sul coinvolgimento di entrambi e sull’esprimere il proprio modo di vivere la relazione di coppia mentre entrambi migliorano la propria competenza emotiva. Migliorando l’intimità e coltivando un rapporto sessuale più piacevole il tema del desiderio sessuale probabilmente migliorerà di conseguenza.

In alcuni casi la psicoterapia di coppia è preferibile anche se il problema è individuale

Il miglioramento sessuale probabilmente arriverà prima del raggiungimento di una buona competenza emotiva. In quel momento la coppia avrà bisogno di collaborare per cementare il risultato, imparando a dare il giusto risalto alla componente emotiva. Nel caso in cui si arrivi al risultato sessuale prima di aver costruito un clima sufficientemente collaborativo, è probabile che venga a mancare lo spazio per comprendere quanto sia utile inserire la collaborazione tra i pilastri della relazione di coppia. Di conseguenza, il risultato sessuale potrebbe essere stabile o temporaneo e il problema emotivo potrebbe ripresentarsi nella sessualità o secondo altre modalità di confronto.

Anche quando si lavora individualmente sull’eiaculazione ritardata o impossibile può capitare che il problema sessuale sia risolto prima che la persona sia riuscita ad interiorizzare l’importanza di essere emotivamente più versatile. Questo può esporre al rischio di un risultato meno duraturo. Per evitare questo epilogo, in psicoterapia individuale si tende ad esplicitare questo pericolo per scongiurarlo. Però purtroppo può capitare che l’invito alla prudenza da parte di un professionista che viene retribuito ad ore possa essere frainteso. Quindi, se possibile, lavorare in psicoterapia di coppia sull’eiaculazione ritardata o impossibile tende ad essere la scelta più efficace.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

Studio di psicoterapia e sessuologia Dr. Valerio Celletti

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1 commento
  1. Valerio Celletti
    Valerio Celletti dice:

    Per risolvere certi problemi, il lavoro di coppia è preferibile a quello individuale. Si può lavorare efficacemente in entrambi i casi, ma avere la possibilità di collaborare con entrambi riduce il rischio di alcuni possibili fraintendimenti.

    Rispondi

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