Come rieducare il desiderio in una relazione reale e profonda?

Per il 77° appuntamento della rubrica “il sessuologo risponde”, mi scrive una persona che sta cercando di rieducare il proprio desiderio sessuale perché sia più funzionale all’interno della relazione sentimentale attuale in cui ha finalmente incontrato una persona con cui sviluppare un rapporto autentico e profondo.

Come rieducare il desiderio in una relazione reale e profonda? - Il sessuologo risponde #77

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Domanda

Buongiorno Dottore,

le scrivo perché sto cercando di capire meglio un aspetto della mia vita affettiva e sessuale che negli anni è diventato sempre più evidente e che oggi sento come un limite reale alla possibilità di vivere una relazione piena e stabile.

Ho 54 anni e mi rendo conto di aver sempre vissuto il desiderio in modo molto “visivo” e immediato: forte attrazione iniziale, spesso legata ad un ideale estetico molto preciso ed ad un prototipo fisico di donna, ma difficoltà a trasformare quell’eccitazione in qualcosa di profondo e duraturo nella relazione reale.

Nel tempo questo mi ha portato a rifugiarmi molto nella fantasia, nella masturbazione e nella pornografia, anche perché tutto questo permetteva un’esperienza del desiderio senza esposizione emotiva, senza vulnerabilità e senza il rischio reale del rapporto con l’altra persona.

La nuova relazione

Oggi però mi trovo in una situazione diversa: sto frequentando una donna con cui esiste un legame emotivo molto profondo, autentico, probabilmente il più importante che abbia mai avuto. Con lei provo affetto, complicità e tenerezza ma non un’attrazione fisica e una eccitazione spontanea immediata e visiva che ho sempre associato automaticamente al desiderio sessuale.

Questa cosa mi sta facendo soffrire molto e riflettere perché la mancanza di desiderio sessuale o comunque limitato verso la persona che frequento mi fa rischiare seriamente di perderla perché lei ovviamente non si sente desiderata.

Ho già raggiunto la piena consapevolezza che continuare a inseguire solo un certo tipo di eccitazione rischia di lasciarmi sempre nello stesso schema ma faccio fatica a capire come si possa trasformare in qualcosa di diverso un modello erotico costruito in decenni. Da qualche mese ho già iniziato a modificare il mio stile di vita perché ho capito che parte del problema risiede lì. Ho smesso di consumare pornografia anche limitando l’esposizione ai social, cerco di passare meno tempo possibile in casa per non ricadere nella tentazione di guardare pornografia ed in generale cerco di condurre una vita più regolare rispetto a prima, ma ovviamente penso questo è solo un primo passo e non sia sufficiente da solo a risolvere il mio problema.

Posso rieducare il desiderio?

La domanda che vi vorrei fare è proprio questa: come posso “rieducare” o evolvere nel concreto il desiderare e meccanismo di eccitazione fisica e sessuale all’interno di una relazione reale e profonda?

Ci sono esercizi, comportamenti, abitudini che mi possono aiutare in questo?

Ci sono libri, autori o percorsi che affrontano in modo serio questo tema specifico e che possono aiutarmi ?

La ringrazio davvero per l’attenzione e per l’eventuale risposta.

Un saluto.

Il sessuologo risponde #77

Gentile, la ringrazio per aver scelto di condividere con me il suo dubbio. Nella sua mail si è spiegato in modo chiaro ed esaustivo. Apprezzo particolarmente la scelta di scrivere di desiderio sessuale invece che di libido, dato che in molti usano erroneamente questi due concetti come se fossero sinonimi.

Nonostante questo, credo che per capire meglio come risolvere un problema possa essere sempre utile partire dal comprendere meglio in cosa consista davvero il problema.

Il desiderio sessuale è una caratteristica sana

Infatti, è importante avere chiaro in mente che il suo avere da sempre un forte desiderio sessuale orientato a un ideale estetico è una caratteristica che non fa parte del problema. Ben venga avere un buon desiderio sessuale e una buona consapevolezza dei propri gusti. Allo stesso modo, la scelta di fare uso di pornografia non è un comportamento da considerare problematico. Anzi, l’uso di contenuti che la possono aiutare a soddisfare il proprio desiderio sessuale può essere una risorsa molto utile.

La pornografia può essere fraintesa

Piuttosto, la pornografia può diventare un problema quando innesca meccanismi di dipendenza o quando viene fraintesa. Usufruire di contenuti pensati per l’intrattenimento sessuale come se fossero documentari sulla sessualità umana può avere le stesse conseguenze che avrebbe chi prendesse sul serio un film d’azione. Ne deriverebbero facilmente aspettative irrealistiche e filosofie assolutiste. Diversamente, la pornografia, come altri comportamenti, può diventare una dipendenza quando viene utilizzata per soddisfare un vantaggio secondario che riguarda una fragilità personale.

Da quanto scrive, nel suo caso mi sembra possibile che lei abbia sviluppato un certo grado di dipendenza da pornografia, favorito dal modo in cui la pornografia le ha permesso di vivere la sessualità in un contesto che sia soddisfa i suoi gusti sessuali (positivo), sia le ha permesso di evitare di esporsi emotivamente a una relazione autentica con un’altra persona (vantaggio secondario).

Le relazioni sono un’opportunità

Lei stesso descrive la relazione con una persona come un rischio invece che come un’opportunità. Ed è frequente che questa impostazione sia tipica di chi prova paura per alcuni aspetti delle relazioni interpersonali. Non so e non posso sapere che cosa le risulti pericoloso per il suo personale vissuto nelle relazioni sentimentali. Potrebbero essere questioni diverse dalle relazioni avute in passato, o potrebbero essere questioni personali che lei ha sempre portato nelle relazioni sentimentali.

Un tema molto frequente che riguarda la paura nelle relazioni sentimentali è la difficoltà a fidarsi. Probabilmente questo meccanismo è stato appreso nel rapporto con altre persone che hanno consapevolmente o inavvertitamente tradito la sua fiducia in tempi precedenti. Ma quello della fiducia è un concetto ampio che richiede di essere contestualizzato per essere più utile.

Piuttosto, mi permetto di suggerire un’ipotesi che a logica potrebbe essere coerente con il caso che ha descritto.

Un’ipotesi su un possibile schema di funzionamento

Se una persona sapesse di avere desiderio sessuale molto intenso per una caratteristica altrui, potrebbe scegliere di concentrare molte delle proprie attenzioni su quella caratteristica, sottovalutando il resto. Di conseguenza, è possibile che una persona possa accettare molti compromessi per ottenere e mantenere accesso alla caratteristica desiderata. Chi desidera una persona dal corpo molto femminile, potrebbe scegliere di accettare compromessi sulla compatibilità caratteriale per continuare ad avere accesso al corpo che considera desiderabile. Di conseguenza, utilizzerebbe una strategia opaca finendo per relazionarsi in modo poco autentico.

Emerge una difficoltà a fidarsi

Tale approccio sottenderebbe una sfiducia nella possibilità di capirsi realmente con l’interlocutrice, e favorirebbe l’intensificarsi di un’esperienza di paura nelle interazioni con quella persona. La sessualità continuerebbe a funzionare perché la persona si distrarrebbe dall’esperienza con la partner, concentrandosi soprattutto sul corpo di lei. Ma, alla lunga, emergerebbero ragionevolmente aspetti relazionali più o meno ingombranti che disinnescherebbero la strategia corporea.

Se le relazioni passate non sono diventate profonde, forse è possibile che la superficialità sia stata conseguenza di una strategia, più o meno consapevole, per proteggersi dal pericolo di fidarsi autenticamente dell’altra persona. Altrettanto, forse è possibile che il calo del desiderio esperito nelle relazioni passate sia conseguenza del prendere consapevolezza delle incompatibilità precedentemente ignorate.

La complessità di una relazione autentica

Intimità e desiderio sessualeAd oggi, è possibile che lei stia vivendo un’esperienza nuova. Una relazione con una persona con cui vi siete scoperti molto compatibili. La compatibilità ha aiutato la vicinanza, favorendo un legame emotivo autentico. La novità ha permesso l’accesso a uno scenario disorientante. Vivere la sessualità con una persona è sostanzialmente diverso dal viverlo con il paraocchi fisso su un dettaglio sessualmente desiderabile o nell’autoerotismo. La relazione sessuale è un processo complesso e comunicativo. Si sa dove inizia, ma non si sa dove finisce. È un percorso costruito in due.

In questo scenario la varietà non è un ostacolo, ma anzi è la risorsa principale del dialogo. Quando uno dei due ha un comportamento ripetitivo, l’altro introduce un gesto, un suono, uno sguardo o una proposta, e tutto cambia. Diversamente, nel sesso, quando si è da soli anche se in presenza di un’altra persona, inizio e fine sono noti. Si sa dove si inizia e si spera ci siano meno ostacoli possibili per il raggiungimento della conclusione. È un monologo, anche se in presenza di un pubblico.

Consigli e suggerimenti per lavorare sul desiderio sessuale

Quindi, per rispondere alla domanda iniziale, quali esercizi potrebbe essere utile fare per prendersi cura della situazione attuale?

È importante ascoltare sé stesso e i propri stati emotivi, cercare di essere più consapevole delle proprie opinioni, comunicare in coppia, provare a sfidare le proprie paure e, soprattutto, correre il rischio di fidarsi. Diversamente dal passato, sarà utile cercare sia di guidare, sia di seguire la sua partner, costruendo una sessualità che non sia tanto frequente, ma sia soprattutto unica, intima e personale, per descrivere meglio le persone che siete e il modo in cui volete esprimervi in coppia. La frequenza sarà solo una naturale conseguenza che si assesterà dove desiderate.

In coppia, potrebbe essere interessante iniziare a costruire un dialogo sulla sessualità che autorizzi entrambi all’espressione dei vostri gusti. Potreste avere gusti simili, come sicuramente ne avrete alcuni meno compatibili. Non serve che siano tutti uguali. Ogni persona ha gusti unici e diversi dalle altre persone. Ma è importante comunicarselo. Altrimenti diventa impossibile impegnarsi per soddisfare i desideri altrui e partecipare a un dialogo autentico sulla sessualità. Spesso le coppie derubricano la domanda con un semplice “ho gusti normali”. Ma la normalità è un dato statistico. Da vicino, nessuno è normale. Avviare un dialogo personale significa parlare delle proprie specificità con la sicurezza che si condividerà qualcosa che non sarà sovrapponibile, si tratti di una diversità contenutistica o quantitativa.

La compatibilità di coppia è il vostro punto di partenza

La relazione attuale si sta differenziando dalle relazioni passate grazie a una forte compatibilità. La compatibilità è un vostro punto di forza, ma è un punto di partenza su cui è importante evitare di fissarsi troppo, costruendo intimità anche sui punti di inevitabile e normale diversità.

Un contesto di psicoterapia individuale è il luogo d’elezione per imparare a dedicare tempo a conoscere sé stesso e i propri stati emotivi. Se dovessi suggerire una lettura, i libri di autoaiuto di Albert Ellis ad oggi credo rimangano i più accessibili e chiari che è possibile reperire sul mercato.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti

Dr. Valerio Celletti

Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Sessuologo

Scaletta del video della rubrica “il sessuologo risponde #77” su Come Rieducare il Desiderio Sessuale nella Coppia

Schema del video sul rieducare il desiderio sessuale nel 77° appuntamento della rubrica il sessuologo risponde, curata dal dr. Valerio Celletti
Come rieducare il desiderio sessuale nella coppia
Video youtube su rieducare il desiderio sessuale