Guida all’orientamento sessuale

Cap. 3 – Asessuale


Terzo capitolo della guida all’orientamento sessuale: L’asessualità è il primo degli orientamenti sessuali ed è definito dall’assenza di desiderio sessuale verso altre persone. In questo capitolo cerchiamo di capire cosa significhi essere asessuale, quali sono i fraintendimenti più comuni e come riconoscersi in questo orientamento.


L’asessualità è il primo degli orientamenti sessuali

Seguendo un principio quantitativo, l’asessualità è il primo degli orientamenti sessuali. Infatti l’asessualità è l’orientamento sessuale che descrive le persone che non provano desiderio sessuale verso altre persone. Di conseguenza, può essere utile considerare l’asessualità come il primo orientamento sessuale, seguito da eterosessualità, omosessualità, bisessualità e pansessualità.

I gusti dell’asessuale

Le persone asessuali non desiderano avere rapporti sessuali. Diversamente da come può capitare di pensare, questo non significa che le persone di orientamento asessuale non provino piacere nella sessualità. Il piacere sessuale è favorito dal coinvolgimento prodotto dal desiderio sessuale, ma non ne è determinato. È possibile provare piacere sessuale anche in assenza di desiderio sessuale.

Dire che una persona asessuale non prova desiderio sessuale verso nessuno può creare confusione. È difficile descrivere qualcosa definito dall’assenza di una componente che solitamente è data per scontata. Allo stesso modo, sarebbe difficile descrivere l’assenza di un arto senza parlare dell’arto ritenuto mancante. Per una migliore comprensione è utile distinguere due aspetti fondamentali del costrutto: strutturale e funzionale.

Distinzione tra strutturale e funzionale nell’asessualità

Strutturalmente l’asessualità è un orientamento sessuale in cui il desiderio sessuale è privo di preferenze. Essere privo di preferenze non significa non saper fare delle distinzioni o non capire l’argomento. Semplificando, è un discorso simile a chi, nel mangiare, percepisce i sapori e, nonostante sappia distinguerli, non ha preferenze. Generalmente le persone che non hanno preferenze sul cibo dicono di “mangiare solo per sopravvivere”. Il discorso sul desiderio sessuale dell’asessuale ha alcune similitudini, con la differenza che si può benissimo vivere senza fare sesso. Un punto di vista privo di preferenze è concreto e privo di sovrastrutture e quindi, da una certa prospettiva, potrebbe essere considerato più realistico di quello di chi prova un forte desiderio sessuale. Alla fine, è solo sesso.

Funzionalmente l’orientamento sessuale asessuale descrive le persone prive di desiderio verso la sessualità, cioè persone indifferenti verso questo argomento. Il funzionamento si distingue dalla struttura perché ne costituisce la parte manifesta. La struttura è sottostante, il funzionamento è evidente. Il funzionamento asessuale può essere facilmente confuso con quello di chi soffre di desiderio sessuale ipoattivo. Ma, in realtà, sono due concetti molto diversi. La struttura spiega il funzionamento, ma lo stesso funzionamento può essere conseguenza anche di altre strutture.

Le fantasie sessuali della persona asessuale

La mancanza di desiderio sessuale tende ad accompagnarsi ad altrettanta scarsità di fantasie sessuali. Di conseguenza, la persona asessuale può avere rapporti sessuali piacevoli, ma tende a non desiderarli e a non fantasticarne. Come per qualunque cosa su cui non si spenda tempo, non avere desiderio sessuale riduce la frequenza delle fantasie sessuali, riducendone la quantità e la complessità. Nonostante questo non sia un tratto distintivo dell’orientamento sessuale asessuale, le persone asessuali tendono ad avere un repertorio ridotto di fantasie sessuali.

Avere fantasie sessuali non è in contrapposizione con il requisito di non avere (o avere molto poco) desiderio sessuale. Infatti le fantasie sessuali si distinguono dai desideri sessuali proprio per la loro componente pratica. Una fantasia sessuale può essere eccitante senza che ci sia un piano per metterla in pratica, mentre un desiderio sessuale è maggiormente volto all’azione e può danneggiarsi nel caso in cui non sia realizzabile.

Di conseguenza, è probabile che perché una persona asessuale si approcci ad un rapporto sessuale serva l’iniziativa di un’altra persona, perché chi è asessuale non ha motivo di cercare il sesso.

Perché avere rapporti sessuali in assenza di desiderio?

La persona asessuale può liberamente fare a meno di avere rapporti sessuali. Non esistono necessità fisiologiche di avere rapporti sessuali o di masturbarsi. Nonostante questo, non è raro che una persona asessuale abbia una vita sessuale. Tendenzialmente il motivo sottostante il comportamento sessuale di un asessuale è sempre relazionale.

Non provare desiderio sessuale non significa non provare amore. Di conseguenza, le persone asessuali di solito hanno rapporti sessuali per compiacere i propri partner. Nonostante provino piacere, comunque non manifestano il desiderio e vivono il sesso come un’occasione piacevole di fare qualcosa con l’altra persona, senza un buon motivo per riproporlo più frequentemente di altre attività piacevoli.

Una persona asessuale come sceglie un partner?

Data l’assenza di desiderio sessuale, potenzialmente una persona asessuale potrebbe non volere una relazione di coppia e potrebbe limitarsi ad avere dei rapporti di amicizia. Nel caso in cui la persona sessuale volesse coltivare una relazione di coppia o costruire una famiglia, solitamente esistono delle preferenze.

Per descrivere il desiderio di relazione delle persone asessuali, sono stati coniati i termini aromantico, eteromantico, omoromantico, biromantico e panromantico. I criteri che guidano il romanticismo delle persone asessuali sono sovrapponibili a quelli degli orientamenti sessuali corrispondenti. Quindi saranno approfonditi nei rispettivi capitoli della guida all’orientamento sessuale. La persona asessuale e aromantica non prova desiderio sessuale e non desidera coltivare una relazione di coppia.

L’asessuale non è asessuato

Data la somiglianza dei termini, può capitare di fare confusione tra asessuale e asessuato. L’asessualità è un orientamento sessuale che descrive una persona con gusto sessuale privo di aspetti desiderabili, mentre l’asessuato è una persona priva di genitali adatti alla sessualità. A volte i termini vengono utilizzati come sinonimi, ma riguardano due argomenti molto diversi. La persona asessuale è fisicamente indistinguibile da una persona di un altro orientamento sessuale, mentre una persona asessuata generalmente è distinguibile osservandone i genitali.

L’asessuale non è antisessuale

Le persone antisessuali sono persone ostili verso il sesso. Questa ostilità non ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale. Tutti gli orientamenti sessuali sono un modo sano e naturale di vivere la sessualità. Diversamente, gli antisessuali sono persone avverse al tema della sessualità per motivi culturali, religiosi o personali. Spesso l’avversione è conseguenza di una disfunzione sessuale non curata. L’asessualità non ha collegamenti con le disfunzioni sessuali. Quando una persona antisessuale riesce a risolvere le sue disfunzioni sessuali, o cambia religione o cultura di riferimento, può riprendere a vivere il sesso in accordo al suo orientamento sessuale.

Antisessuali e asessuali possono essere confusi perché le comunità asessuali tendono ad essere frequentate anche dalle persone antisessuali. Il funzionamento antisessuale è simile a quello asessuale, con la discriminante fondamentale dell’ostilità. Anche per questo motivo le comunità asessuali tendono ad essere molto attente verso i membri del proprio gruppo che manifestano ostilità ai temi sessuali perché è un comportamento che porta allo svelamento di alcune persone che probabilmente non sono davvero asessuali.

Come riconoscersi nell’asessualità?

Riconoscersi nell’orientamento sessuale asessuale è reso complesso dalla presenza tossica di molte persone che si dichiarano asessuali senza esserlo davvero. Per provare ad arrivare a una corretta comprensione della propria asessualità, è importante esplorare il tema del desiderio sessuale per constatarne il proprio disinteresse.

Esplorare il desiderio sessuale non significa fare qualcosa che qualcun altro riterrebbe sessualmente desiderabile. L’azione ha un ruolo importante nell’esperienza, ma non è sempre necessaria.

Per esplorare il desiderio sessuale è opportuno dedicare tempo al piacere sessuale prodotto dal proprio corpo, al pensare, guardare, sperimentare o immaginare situazioni che potrebbero essere sessualmente desiderabili e al rapporto e al contatto fisico con le persone con cui si potrebbe voler condividere il sesso o una relazione di coppia.

Quindi i primi passi nell’esplorare la propria possibile asessualità generalmente consistono nell’approfondire l’autoerotismo, l’erotismo, la pornografia e le relazioni sociali emotivamente significative.

In generale è importante che nessuno si senta obbligato a fare qualcosa che ritiene inopportuno, ma è altrettanto importante escludere il dubbio che la propria assenza di desiderio sia conseguenza di un’avversione alla sessualità, di una disfunzione sessuale o di una mancanza di esperienza. L’avversione e le disfunzioni sono curabili, l’inesperienza è colmabile, mentre l’asessualità è un gusto da comprendere e integrare nella propria vita.

Ognuno può approfondire questi temi in modo personale. Le modalità sono innumerevoli ed è difficile ridurle a un mero elenco. Valutare caso per caso è quello che rende la propria esperienza la più esaustiva possibile. Un elemento generale che può essere utile descrivere in modo più approfondito è il fare esperienza del piacere sessuale.

Fare esperienza del piacere sessuale

L’asessualità è un orientamento sessuale distinto dall’essere antisessuale, asessuato, avere disfunzioni sessuali o non avere avuto occasioni di fare esperienza del benessere sessuale. Quindi, per escludere la possibilità di confondersi, è utile provare a fare esperienza del piacere sessuale.

La masturbazione è il contesto più riservato e sicuro per fare esperienza del piacere sessuale esplorando le sensazioni prodotte dal proprio corpo e contenendo i limiti di un ambiente poco stimolante o di un approccio potenzialmente aromantico.

Testare il corpo con la masturbazione conferma che il corpo è fisicamente capace di provare piacere e non presenta compromissioni nella funzionalità genitale come accade alle persone asessuate (asessuate, non asessuali).

Se stimolato adeguatamente, il corpo dovrebbe riuscire a seguire il percorso di eccitazione, plateau, orgasmo e risoluzione che caratterizza il ciclo di risposta sessuale. Nel caso non riuscisse a seguire questa sequenza, è possibile che esista una disfunzione sessuale. L’esperienza di masturbazione dovrebbe dare accesso a sensazioni piacevoli senza produrre pensieri ostili verso il corpo o il sesso come accade alle persone antisessuali. Infine, l’esperienza piacevole non dovrebbe innescare il desiderio di rifarlo, lasciando la persona libera di dedicarsi alle sue attività preferite senza essere distratta da pensieri sessualmente desiderabili.

Sebbene ogni test abbia i suoi limiti e le sue ambiguità, chi vivesse l’esperienza proposta in modo analogo a quanto appena descritto, probabilmente ha un orientamento sessuale asessuale.

In generale per riconoscersi in un orientamento sessuale non serve testarsi. Ma dato il funzionamento fraintendibile dell’asessualità, può essere utile approcciarla in modo sperimentale per cercare alcune conferme.

Quante sono le persone asessuali?

È difficile dire quante sono le persone di orientamento sessuale asessuale. Esiste molta confusione su questo argomento ed esistono persone che identificano erroneamente il proprio orientamento sessuale, come anche persone che ignorano o rifiutano questa etichetta, facendo confusione tra aspetti strutturali e funzionali del concetto.

In generale, tutte le statistiche sugli orientamenti sessuali sono poco attendibili per il modo vario e inaffidabile con cui si etichettano le persone. Per avere un’idea approssimativa, è possibile affermare che le statistiche principali ritengono che le persone di orientamento sessuale asessuale siano circa l’1% della popolazione. Secondo alcuni studi la cifra potrebbe essere inferiore, mentre altre teorie suggeriscono cifre leggermente superiori.

Indicativamente è possibile considerare che l’asessualità riguardi un numero ristretto di persone. Però è altrettanto importante tenere a mente che riconoscersi in un orientamento sessuale è un’etichetta utile, ma riduttiva. L’asessualità non è necessariamente solo la totale assenza di desiderio. Le dimensioni psicologiche sono solitamente poste entro un continuum che spazia dal “totalmente assente” al “totalmente presente”. Anche un desiderio lieve e inferiore a quello soggettivamente necessario per motivarsi al sesso potrebbe essere considerato asessualità. Quindi è possibile che alcune persone si considerino di un altro orientamento sessuale, quando sarebbero descritte più adeguatamente dall’asessualità romantica.

In ogni caso, l’importante è riuscire a vivere la propria salute sessuale senza eccessiva confusione. Il benessere sessuale non è proporzionale alla quantità di sesso svolto, ma alla coerenza tra il proprio orientamento sessuale e la propria vita sessuale. Identificarsi correttamente nell’asessualità è utile per comprendere i propri gusti ed integrarli in uno stile di vita sano, piacevole e rispettoso delle proprie esigenze.

Dr. Valerio Celletti

Studio di psicoterapia e sessuologia Dr. Valerio Celletti

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2 commenti
  1. Paolo
    Paolo dice:

    la maggioranza della gente prova attrazione sessuale e romantica, chi non la prova è una minoranza da rispettare

    Rispondi
  2. Valerio Celletti
    Valerio Celletti dice:

    L’asessualità è un orientamento sessuale sottovalutato e frainteso. Molte persone non sanno che esiste, mentre alcune delle persone che ne parlano lo fraintendono giustificando un’ostilità verso il sesso. Conoscere meglio questa alternativa è una possibilità che può risolvere molti problemi. Può aiutare chi trova finalmente un’etichetta in cui riconoscersi, sia chi invece può finalmente rendersi conto che il proprio approccio al sesso non è un orientamento ma piuttosto l’espressione di una sofferenza di cui varrebbe la pena di prendersi cura.

    Rispondi

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