Guida all’orientamento sessuale

Capitolo 6 – Bisessuale


Nel sesto capitolo della guida all’orientamento sessuale mi soffermo sull’orientamento sessuale bisessuale. La bisessualità è definita dal desiderio sessuale verso persone riconosciute di sesso uguale o opposto al proprio. In modo sintetico, è possibile riassumere la bisessualità nella somma dei gusti riscontrabili negli orientamenti sessuali eterosessuale e omosessuale descritti nei capitoli 4 e 5 della presente guida. Nonostante questo, è opportuno soffermare l’attenzione anche su una serie di questioni fraintendibili che causano di frequente discriminazione nei confronti delle persone di orientamento bisessuale.


Bisessuale non significa avere desiderio sessuale verso tutti

La bisessualità è l’orientamento sessuale che descrive persone che desiderano avere rapporti sessuali con persone di sesso sia uguale sia opposto al proprio. Gli uomini bisessuali desiderano avere rapporti sessuali sia con uomini che con donne, mentre le donne bisessuali desiderano avere rapporti sessuali sia con donne che con uomini.

Ad un primo sguardo l’orientamento sessuale bisessuale potrebbe sembrare sovrapponibile con un desiderio sessuale rivolto verso tutti, ma non è così. Come osservato anche negli altri orientamenti sessuali, il concetto di tratto di genere assume un valore fondamentale nel permettere di ragionare su questi argomenti. La persona bisessuale è descritta da un desiderio sessuale riconducibile alla somma dei desideri sessuali osservabili nelle persone di orientamento eterosessuale e omosessuale.

Quindi una persona di orientamento sessuale bisessuale prova desiderio sessuale per persone che riconosce appartenenti al genere in cui le identifica. Una persona bisessuale prova desiderio sessuale per uomini che riconosce mascolini e per donne che ritiene femminili. Per ulteriori approfondimenti sui tratti di genere, rimando al capitolo 4 della guida all’orientamento sessuale.

La bisessualità non è una fase di passaggio

Tutti gli orientamenti sessuali possono essere ingiustamente causa di discriminazione, ma l’orientamento sessuale bisessuale a volte subisce un trattamento sorprendentemente negativo. Infatti può accadere che alcune persone neghino questo orientamento sessuale ascrivendolo ad una “fase di passaggio”. Come se non fosse possibile provare sinceramente gusto sessuale sia per uomini che per donne.

Accade che persone bisessuali subiscano critiche da persone omofobe per il loro gusto verso persone dello stesso sesso, e che siano criticate anche da persone eterofobe che ritengono sia impossibile provare desiderio sia per persone dello stesso sesso che per persone di sesso opposto al proprio. Omofobia e eterofobia sono termini complicati. In particolare il termine eterofobia è facilmente fraintendibile. Nell’eterofobia non si fa riferimento a un’opinione generale verso le persone eterosessuali, ma piuttosto a come certi processi interni si ritiene debbano presentarsi come una monade. Un’idea stereotipata che attribuisce idee e qualità infondate a persone identificate per il proprio comportamento sessuale.

Di conseguenza, le persone di orientamento sessuale bisessuale a volte subiscono l’invalidazione di sentirsi criticate da persone che le considerano omosessuali confusi o eterosessuali infiltrati, senza riconoscere invece il loro diritto ad essere semplicemente sé stessi. Avere un gusto sessuale non è una scelta politica, ma un modo di essere.

L’orientamento sessuale bisessuale è un orientamento sessuale al pari dell’asessualità, dell’eterosessualità, dell’omosessualità e della pansessualità.

Il gusto di una persona bisessuale non richiede due persone

Il gusto di una persona bisessuale è sovrapponibile alla somma dei gusti sessuali osservabili in persone di orientamento eterosessuale e omosessuale. Spesso accade che alcune persone si sentano confuse all’idea che una persona bisessuale possa essere soddisfatta dalla relazione esclusiva con una persona. Questo dubbio nasce per l’errata convinzione che un partner non possa essere abbastanza per una persona di orientamento sessuale bisessuale. Un uomo non soddisferà il gusto per le donne e viceversa una donna lascerà scoperto il desiderio sessuale rivolto agli uomini.

Nella realtà, invece, questo ragionamento sorprendentemente popolare contiene diverse falle. Infatti questa convinzione sottende l’idea che nella persona bisessuale ci siano due persone, una eterosessuale e una omosessuale, che devono essere soddisfatte. Questa idea “analogica” è conseguenza di una lettura errata dell’orientamento bisessuale. È naturale e coerente che una singola persona possa provare desiderio sessuale sia per uomini che per donne se ha un orientamento sessuale bisessuale. Non serve essere composta da due desideri distinti, ne basta uno.

Non riuscire a comprendere questo, elicita una difficoltà ad immaginare che le persone possano avere gusti sessuali diversi dai propri.

I limiti e le diversità sono un valore

Inoltre chiaramente una partner donna è diversa da un partner uomo, ma ciò non implica che una persona bisessuale che scelga una relazione con una donna poi debba sentire la mancanza di un partner uomo per tutto il resto della propria vita. Nelle relazioni di coppia sentire il desiderio di altro che non sia il partner non è indicativo né del partner, né della situazione, ma del proprio modo di vivere l’amore e le relazioni di coppia. Nessun partner soddisferà mai tutti i gusti dell’altro e, nonostante questo, esiste la possibilità di vivere con soddisfazione la vita di coppia.

Nella bisessualità il comportamento è influenzato dal partner

Una persona di orientamento sessuale bisessuale tende ad avere comportamenti sessuali coerenti con il partner scelto. Di conseguenza, il comportamento di una persona bisessuale può essere sovrapponibile a quello di una persona eterosessuale o omosessuale a seconda del sesso del partner.

È frequente che i partner di persone bisessuali non abbiano un orientamento sessuale bisessuale. Di conseguenza, nonostante non sia obbligatorio, accade spesso che il contesto sociale in cui vive la persona bisessuale possa variare in modo ampio a seconda del contesto sociale in cui vive il partner. Questa varietà, purtroppo, viene spesso ostracizzata invece che valorizzata.

La bisessualità non ha collegamenti diretti con il poliamore. Brevemente, nel poliamore esiste il desiderio di coltivare relazioni intime con più persone. A volte la bisessualità viene confusa con il poliamore, nella convinzione che la persona bisessuale cerchi una relazione a tre con un uomo e una donna. Non è impossibile che questo accada, ma è probabile quanto per una qualunque altra persona di un qualunque altro orientamento sessuale. Nella maggior parte dei casi le persone di orientamento sessuale bisessuale hanno relazioni esclusive con un partner.

La difficoltà di riconoscersi bisessuale senza punti di riferimento

Riconoscersi nell’orientamento sessuale bisessuale può essere complicato, non tanto per il riconoscimento personale dei propri gusti, ma per il mancato supporto sociale. Infatti la persona bisessuale solitamente fa esperienza di partner che propongono eterosessualità o omosessualità, favorendo una divisione che invece la persona di orientamento sessuale bisessuale vive in modo coerente e continuato. Riconoscere il proprio orientamento sessuale può spesso essere occasione di dubbi e confusione tali da rendere difficile una conoscenza completa dei propri gusti.

È esperienza comune avere difficoltà ad orientarsi nell’esplorazione dei propri gusti, e può essere difficile prendere coscienza di desiderare sia uomini che donne, invece di cercare soluzione nella dicotomia eterosessuale – omosessuale. È naturale ragionare su sé stessi procedendo per imitazione e nella bisessualità, come nell’asessualità e nella pansessualità, un elemento di difficoltà è rappresentato dalla scarsità di punti di riferimenti dati dall’impossibilità di osservare un comportamento esaustivo del proprio orientamento sessuale.

Statisticamente i dati sulla bisessualità aggiornati al 2006-2008 e pubblicati su National Health Statistics Report nel 2011 sostengono che circa l’1-3% dei maschi e il 2-5% delle femmine si riconoscono nell’orientamento sessuale bisessuale. È sempre possibile che i sondaggi sottostimino il numero realmente osservabile nella popolazione. È interessante notare la diversa distribuzione tra maschile e femminile che, come in altri orientamenti, forse descrive maggiormente alcune sfumature culturali e sociali piuttosto che individuali.

Dr. Valerio Celletti