Psicosomatica, istruzioni per l’uso


I disturbi psicosomatici sono quelle difficoltà che possono emergere dall’interazione tra il corpo e la mente. A volte il corpo causa un problema alla mente e alle emozioni, mentre altre volte la mente e le emozioni causano un problema al corpo o portano a decisioni che danneggiano il corpo.


Problemi nella relazione tra mente e corpo

Il rapporto tra mente e corpo è complesso e spesso sottovalutato. Fortunatamente ignorare questo argomento per alcune persone non ha nessuna conseguenza. In assenza di particolari vulnerabilità fisiche o di difficoltà emotive, il rapporto tra mente e corpo può essere considerato secondario. In altri casi, quando esistono problemi da una o dall’altra parte, possono emergere degli imprevisti che richiedono di approfondire.

Nello scrivere di psicosomatica distinguo mente e corpo per comodità e chiarezza, ma si tratta di due strutture unite e indivisibili. La dimostrazione che sono così unite, se servisse, è evidente quando si influenzano. Questo può essere sperimentato in modi più o meno volontari, ma generalmente le persone finiscono per accorgersene soprattutto quando si stanno influenzando negativamente. In quelle occasioni, una delle due non riesce a star dietro all’altra, creando meccanismi psicosomatici.

Nuove etichette diagnostiche in psicosomatica

Anche nella comunità scientifica la psicosomatica smuove idee molto contrastanti. Essendo un tema complesso e difficile da indagare, la psicosomatica ha sempre mostrato il fianco al rischio di interpretazioni più o meno fantasiose che hanno cercato di sottendere significati specifici a processi generali. Per fare chiarezza e distinguere meglio gli argomenti, recentemente è stata revisionato il processo diagnostico dei disturbi psicosomatici eliminando diagnosi come “disturbo somatoforme” o “ipocondria”. Al loro posto sono emerse etichette diagnostiche più efficaci come “disturbo da sintomi somatici”, “disturbo da ansia di malattia”, “disturbo di conversione”, diagnosi di “fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche” e “disturbo fittizio”.

Le diagnosi di “disturbo somatoforme” o “ipocondria” non esistono più perché creavano confusione. Non si capiva in modo adeguato se la persona soffrisse davvero di un problema medico o se soffrisse esclusivamente di un problema psicologico. Una classificazione più corretta ha lo scopo di permettere un’offerta di cure più adeguate.

Parlare in modo esaustivo di tutte le etichette richiederebbe molto tempo. Per i più curiosi può essere utile provare a leggere la quinta edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). In questo articolo preferisco provare ad offrire una panoramica generale sul tema.

Disturbo da sintomi somatici

Nel disturbo da sintomi somatici la persona è affetta da uno o più sintomi fisici che causano un problema psicologico. Si possono innescare pensieri sproporzionati o persistenti sulla gravità dei sintomi, emozioni di forte ansia e un dispendio eccessivo di tempo ed energie nel curarsi.

L’aspetto psicologico conseguente un sintomo fisico può essere difficile da gestire. Non tutte le malattie sono uguali e non hanno tutte le stesse conseguenze sulla qualità della vita della persona. Quindi un problema medico può avere effetti psicologici collaterali che vanno ben oltre il “semplice” avere una malattia. Vivere o convivere con una malattia senza curarsi adeguatamente del lato psicologico del problema può portare alla depressione e, in alcuni casi, al suicidio.

In questa diagnosi il corpo può influenzare la mente che può influenzare il corpo.

Disturbo da ansia di malattia

Diverso è il caso del disturbo da ansia di malattia. Nell’ansia da malattia il corpo ha sintomi lievi o nulli, ma la preoccupazione di avere o contrarre una malattia è enorme e priva di fondamento. In questa prospettiva il sintomo tende a non essere solo un sintomo, ma finisce per essere percepito come il portatore di innumerevoli significati. Il sintomo diventa la possibile causa di un problema autodiagnosticato che non nasce dalla propria competenza medica, ma dalla disponibilità. Infatti nel disturbo da ansia di malattia la persona conosce alcune malattie su cui tende a fissarsi, riconducendo tutto a quella possibile diagnosi e sottovalutando la possibilità che il problema sia innocuo o sia qualcosa che, più probabilmente, non conosce per mancanza delle competenze mediche necessarie.

Le persone affette dal disturbo da ansia di malattia tendono a non credere ai medici che consultano ed a costruire un clima di sfiducia che rischia di portare, suo malgrado, a non farsi prendere sul serio dai medici. Questo, occasionalmente, può portare alla mancata diagnosi di una condizione medica realmente presente.

In questa diagnosi la mente porta a comportamenti che possono influenzare il corpo.

Disturbo di conversione

Nel disturbo di conversione, anche detto disturbo da sintomi neurologici funzionali, esistono sintomi della funzione motoria o sensoriale situazionali causati da un problema emotivo. I sintomi medici di un disturbo di conversione possono emergere in concomitanza con periodi emotivamente stressanti, ma possono anche non coincidere con eventi particolari. Infatti l’anamnesi può far emergere il dubbio che il problema sia di natura psicosomatica, ma inizialmente il primo pensiero ricade sempre su una diagnosi neurologica.

Il disturbo di conversione è definito anche disturbo da sintomi neurologici funzionali perché il sistema nervoso è il canale tramite cui la mente influenza il corpo. Le difficoltà psicologiche influenzano il corpo interferendo con il regolare funzionamento del sistema nervoso autonomo portando, in caso di vulnerabilità fisiche, a sintomi motori o sensoriali. I sintomi sensoriali sono tutti quelli che riguardano gli organi di senso, quindi la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto. Relativamente al senso del tatto, è importante ricordarsi che il tatto è diviso in tre macroargomenti: tatto, piacere e dolore. Questi tre possono esprimersi singolarmente o portare a una serie di accomodamenti funzionali che creano circoli viziosi complessi.

In questa diagnosi la mente influenza il corpo.

Fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche

Le diagnosi di fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche riguardano tutti quei modi di pensare, di vivere le emozioni e di comportarsi che danneggiano il corpo o ostacolano le terapie mediche. Per esempio, una persona diabetica che non rispetta le prescrizioni relative l’insulina nella convinzione di perdere peso è una persona che sta rischiando di morire per una sua convinzione (devo perdere peso). Allo stesso modo, non rispettare le prescrizioni o evitare le visite mediche sono comportamenti rischiosi.

In questa diagnosi la mente porta a comportamenti che influenzano il corpo.

Disturbo fittizio

Infine esiste l’etichetta relativa al disturbo fittizio, cioè quella usata per indicare le persone che fingono di avere un problema si salute o se lo procurano volontariamente per trarne un vantaggio. In alcuni casi il soggetto di cui si finge la malattia è una persona di cui l’interessato si prende cura e che finge sia malata o più malata di quanto sia reale, esclusivamente per ottenerne vantaggi personali. Nella diagnosi di ansia di malattia la persona può essere fraintesa dai medici che finiscono per sottovalutare la sua richiesta. Questo accade anche perché a volte il personale sanitario interpreta un caso di ansia di malattia come un caso di disturbo fittizio, considerando il paziente disonesto o in cattiva fede e, di conseguenza, trattandolo con ostilità.

In questa diagnosi la mente porta a comportamenti che influenzano o possono influenzare il corpo.

Chiedere aiuto in caso di disturbo psicosomatico

Le etichette diagnostiche elencate servono ad aiutare a distinguere i diversi casi. Parlare di psicosomatica non significa solo che esiste un qualche collegamento tra mente e corpo, ma anche capire quale sia e come lavorarvi.

In generale, lavorare su un problema psicosomatico coinvolge corpo e mente, e di conseguenza serve che medici e psicologi interagiscano nella cura del problema. A seconda della diagnosi, in alcuni casi è prioritario l’intervento medico o l’intervento psicologico, ma in tutti i casi è importante siano considerati entrambi.

Il medico tende ad essere il primo ad intercettare il problema. Sta al medico riuscire a distinguere il possibile lato psicologico del problema ed indicare l’importanza di un supporto psicologico. Per questo, è importante che in caso di problema medico severo o cronico il medico valuti la possibilità di un disturbo da sintomi somatici considerando l’eventuale invio allo psicologo. In caso di sintomi lievi o nulli accompagnati da forte stress emotivo, è importante eseguire gli esami diagnostici e considerare l’invio allo psicologo per un possibile disturbo da ansia di malattia. Se un medico osserva sintomi del funzionamento motorio o sensoriale è importante che indaghi i possibili disturbi neurologici e consideri la possibilità di un disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali). Quando un medico nota comportamenti contrari alle prescrizioni mediche può essere utile considerare la diagnosi di fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche per valutare un possibile intervento psicologico che faciliti la collaborazione del paziente. E nel caso in cui esistesse il dubbio di un disturbo fittizio, prima di diventare ostili, potrebbe essere utile spiegare il possibile senso psicologico del fingere un problema per favorire un’eventuale cura psicologica.

Conoscere la psicosomatica per orientarsi

In ogni caso, conoscere meglio la psicosomatica e il rapporto tra la mente e il corpo può aiutare a orientarsi per chiedere aiuto nel modo più efficace. Il personale medico dovrebbe essere preparato in merito, ma nel caso in cui avessi il dubbio di avere un disturbo psicosomatico, ricordati alcune cose:

  • Non tutto quello che leggi online è ugualmente fondato. Prova a guardare su qualche manuale diagnostico come il DSM-5, che ha profonde basi scientifiche, e diffida di riflessioni troppo astratte.
  • La mente non influenza il corpo in ogni cosa. Possono essere disturbi psicosomatici solo quelli che possono essere causati (in modo più o meno complesso) da un funzionamento anomalo del sistema nervoso. Prova a documentarti in merito.
  • Pensare che un problema sia psicosomatico non significa che è solo nella tua testa. Il corpo manifesta il problema in modo reale. Ma se poi curi solo il corpo senza provare a modificare i tuoi pensieri, il problema rimarrà o peggiorerà.
  • Impara a dialogare in modo efficace con il personale sanitario. Se hai la sensazione di non essere capito o frainteso, fai delle domande o chiarisci le tue posizioni. Se vuoi più pareri, cercali, ma dandoti un limite. Contattare due o tre medici può essere utile, contattarne dieci no.
  • Avere una malattia è difficile. Chiedere aiuto psicologico può essere utile per affrontare al meglio il problema. Non si tratta di essere combattivi o ottimisti, ma di essere equilibrati e costanti.
  • Chiedere aiuto è il primo passo per migliorare. Non smettere solo perché non hai una risposta, ma non insistere neanche tralasciando il resto. Trova un equilibrio e prova a chiedere a professionisti diversi mentre prosegui con il resto della tua vita. Non sei la tua malattia.

Per ulteriori domande, contattami.

Dr. Valerio Celletti

Studio di psicoterapia e sessuologia Dr. Valerio Celletti

Chiedere aiuto è il primo passo per migliorare

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